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Suessula
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mwdgSuessula, conosciuta anche come mwdwSuessola, fu un'antica città della mweaCampania fondata nel mweqIX sec. a.C., di origine mwegosca ed mwewetrusca.cite-ref-treccani-1-0[1] Distrutta dai mwgaSaraceni, fu progressivamente soggetta ad un costante ed inesorabile declino, in quanto non venne più ricostruita in seguito agli eventi bellici di cui fu teatro. Dopo l’abbandono da parte dei suoi abitanti se ne perse quasi la memoria, fatto aiutato dall’impaludamento e imboschimento della zona, riscoperta solo nella seconda metà del mwgq1800.cite-ref-treccani-1-1[1] È ubicata in località Calabricito nella parte nord-orientale del comune di mwhgAcerra, nella mwhwCittà metropolitana di Napoli.cite-ref-treccani-1-2[1]
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Età antica
Si trovava in posizione strategica; era infatti nei pressi del fiume mwkaRiullo e attraversata dalla mwkqvia Popilia, la strada più importante dell'antichità nell'mwkgItalia meridionale.cite-ref-treccani-1-3[1] Fu dominata dagli mwlwOsci, e in seguito dagli mwmaEtruschi che la inclusero in una dodecapoli con altri antichi centri della mwmqCampania.cite-ref-treccani-1-4[1] Fu teatro di diverse battaglie tra mwngSanniti e mwnwRomani, che vi tenevano stanziato gran parte del loro esercito per difendersi dai Sanniti.cite-ref-treccani-1-5[1]
Memorabile fu la mwpqbattaglia di Suessula fra Romani e Sanniti sotto le mura di questa città nell'anno mwpg341 a.C.: in essa i Romani comandati dal mwpwconsole mwqaMarco Valerio Corvo sconfissero i Sanniti.cite-ref-treccani-1-6[1] Nel mwrq339 a.C. divenne dominio romano come mwrgmwrwcivitas sine suffragio.cite-ref-treccani-1-7[1]
In mwtqetà repubblicana fu mwtgmwtwmunicipium e in seguito mwuaprefettura dopo la rovina di mwuqCapua, poi colonia militare per decreto di mwugSilla.cite-ref-treccani-1-8[1]
Età medievale
cite-ref-2[2]
Nell'mwzgalto medioevo fu sede vescovile e sede di mwzwgastaldato mwaalongobardo, governato ad esempio da mwaqLandolfo di Suessula.cite-ref-treccani-1-9[1]
Era ricca di monumenti e chiese: i resti dell'antica cattedrale sono rimasti visibili fino alla fine del XVIII secolo.cite-ref-treccani-1-11[1] Nel corso di un inesorabile lento declino, gli abitanti progressivamente l'abbandonarono, fino a perdersene praticamente la memoria; a quasi centocinquanta anni dalla distruzione risultava ancora abitata, come risulta da un atto notarile del mweg1028 rinvenuto dallo storico mwewGaetano Caporale.cite-ref-treccani-1-12[1]
Gli abitanti si dispersero verso Acerra, il monte di S. Angelo a Palombara e il monte Argentario dove fu costruito un Castello fortificato.
Età moderna
Occupata la zona da un bosco, detto "mwhwCalabricito", il re mwiaFerdinando I ne fece una riserva di caccia fino al mwiq1830. Nel mwig1778 vi fece costruire una villa, che acquisì il nome di "Casina Spinelli" dal cognome dei conti proprietaricite-ref-treccani-1-13[1].
Gli scavi e la Casina Spinelli
I primi scavi per riportare alla luce Suessula furono intrapresi nel mwkq1872 fino al mwkg1886 dai conti mwkwSpinelli di mwlaScalea, possessori della zona e della vicina Casina Spinelli. I numerosi reperti ritrovati furono collocati nella dimora, che divenne uno dei più ricchi musei privati del periodo.
Molti studiosi italiani e stranieri (mwlgAmedeo Maiuri, mwlwGiulio De Petra, mwmaGiulio Minervini, e mwmqFriedrich von Duhncite-ref-3[3]) non mancavano di andarlo a visitare quando erano di passaggio a mwngNapoli.
Le visite furono effettuate fino alla vigilia del secondo conflitto mondiale: nel mwoa1943 l’esercito tedesco occupò parte della villa. Nell’ottobre di quell’anno prima di abbandonare la Casina Spinelli, alcuni ufficiali trafugarono i monili d’oro in essa custoditi, non più trovati.
Nel mwog1945, anno in cui finì la guerra, la casina Spinelli risultò spogliata di tutti gli arredi interni settecenteschi, perché usati dalle truppe anglo-americane come legna da ardere. L’unica eccezione fu costituita dalle vetrine, siccome contenevano la parte più importante degli antichi reperti.
Siccome il luogo non era più sicuro, la vedova Spinelli donò gran parte della collezione al mwqgMuseo Archeologico Nazionale di Napoli - con la denominazione "Collezione Spinelli" - dove tuttora è esposta in apposite vetrine nella Sezione Preistorica.
L'edificio della villa è attualmente tutelato come bene di interesse storico-archeologico sia dalla legge 01/06/39 n.1089 che dal D.P.R. del 1977, n. 616 e successive modifiche.
Il 19 ottobre 2023 è stato inaugurato il Museo Archeologico di Acerra e Suessula. cite-ref-5[5].
Galleria d'immagini
Note
cite-note-treccani-11. ↑ citereftreccani-enciclopedia-suessula-enciclopedia-dell-arte-anticaW. Johannowsky, mw-amw-qSuessula, in mw-gEnciclopedia dell'arte antica, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973. mw-wURL consultato il 14 maggio 2020.
cite-note-22. ↑ name="Poli">Tratta da mw-wmwaqaPoliorama Pittoresco.
cite-note-33. ↑ F. Von Duhn, mwaqqLa necropoli di Suessula, in mwaquRom. Mitteil. II (1887), pp. 243 ss.
cite-note-44. ↑ Amedeo Maiuri in: mwaqkIl Fuidoro, anno III, numeri 1-2, gennaio-giugno 1956
cite-note-55. ↑ Ansa inaugurazione museo archeologico di Acerrae e Suessula mwaq0https://www.ansa.it/campania/notizie/comune_di_acerra/2023/10/19/inaugurato-ad-acerra-il-museo-di-archeologia-e-storia_ef0efaf6-0cb5-45c9-b3bb-b6e764ef134a.html
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Collegamenti esterni
• mwariParco Urbano antica città di Suessola, su parcourbanoanticacittadisuessola.it.
• mwarqSuessula tra tardoantico e medioevo (PDF), su bibar.unisi.it. URL consultato il 7 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2020).